To continue reading chapters of Oskar Maria Graf'We Are Prisoners (Wir Sind Gefangene) - in a new translation by Kathryn Woodard - please subscribe to the blog at www.soniccrossroads.com/blog

 

 

Even though this new piano piece is actually published, I provide the link which has both a score preview and an audio file.

The first of three songs with text from Anna Edes by Deszö Kostolanyi. Budapest-Locusts.pdf

The second song: Budapest-Konditorei.pdf (uploaded Oct. 14)

The third song: Budapest-Scarlet.pdf (uploaded Jan. 25, 2016)

Note: The press page has turned into a score submission page! -  for scores that have not had readings yet.

Viola_Character_Pieces.pdf   A submission to a call for scores (or maybe it's a review, too ...)

Now retitled '...revolutionary scarlet'

AA.VV. “Silhouettes”

Kathryn Woodard (pianoforte)

Sonic Crossroads SC 01

                                                                                        

AA.VV. “Journeys”

Kathryn Woodard (pianoforte)

Sonic Crossroads SC 02  

                                                                                          

Negli ultimi cinquant’anni, nuove realtà nazionali si sono affacciate sul proscenio della cosiddetta musica classica contemporanea. Compositori appartenenti a tradizioni culturali, nelle quali indubbiamente predominano contesti musicali popolari e folkloristici, hanno voluto giustamente contribuire, immettendo nuova linfa al panorama della musica colta.

Nuove realtà che, spesso, evidenziano elementi e squarci creativi molto interessanti e stimolanti. Conscia dell’importanza di queste nuove realtà compositive, la pianista e studiosa americana Kathryn Woodard ha voluto approfondire la conoscenza di questi musicisti e il loro linguaggio. Uno studio e un’analisi che si sono condensati in due dischi, intitolati rispettivamente “Silhouettes” e “Journeys”, nei quali la pianista statunitense presenta complessivamente undici diversi compositori, oltre a eseguire un brano da lei stessa composto. Come ha spiegato la stessa Woodard, il suo interesse per la musica extraoccidentale nacque in lei mentre studiava Debussy. Imbattutasi nei gamelan indonesiani (che il compositore francese ebbe modo di ascoltare per la prima volta in occasione dell’Esposizione universale di Parigi nel 1889), la pianista americana ha voluto ampliare il raggio delle sue ricerche, venendo in contatto con diversi musicisti giapponesi, georgiani, turchi, cinesi e di alcuni Paesi dell’ex Unione Sovietica, oltre a un’interessantissima compositrice americana, Paula Matthusen. Tra i musicisti presentati dalla Woodard meritano di essere ricordati l’uzbeko Dmitri Yanov-Yanovsky, autore della pagina “Silhouettes”, suddivisa in sette quadri, ognuno dei quali dedicato a un grande compositore del Novecento (a questo compositore non manca il senso dell’umorismo, visto che nel quadro dedicato a John Cage, della durata di trentatré secondi, regna un perfetto silenzio, in ossequio del celeberrimo “4.33” del geniale musicista americano), il cinese Qu Xiao-Song, di cui la pianista esegue la rarefatta “Ji n. 3: Silent Mountain”, e il croato Ivan Božičevič.

Ahmed Adnan Saygun “Piano music”

Kathryn Woodard (pianoforte)

Albany TROY1168

Il Novecento, nella storia della musica, non è stato soltanto il secolo delle avanguardie e dell’irruzione di nuovi linguaggi per esprimere il mistero del suono, ma anche la scoperta da parte di altre culture, di altri saperi, della musica colta occidentale.

Una scoperta che permise, ai depositari e agli artisti di queste culture extraoccidentali di adattare, di plasmare nuove strutture, coniugando quanto tramandato dalla propria arte musicale con gli influssi della musica occidentale. Tra quanti furono artefici di questo tipo di operazione, c’è sicuramente il massimo compositore turco dello scorso secolo, Ahmed Adnan Saygun, nato a Izmir nel 1907 e morto a Ocak nel 1991. Saygun, in un certo senso, fu quello che Sibelius è stato per la Finlandia e Bartók per l’Ungheria, ossia un compositore attraverso le cui opere un Paese si è andato progressivamente e riconoscersi, a rappresentarsi. E Saygun è stato indubbiamente l’anima musicale della Turchia e, più precisamente, di quella Turchia sulla strada della trasformazione sociale e culturale voluta da Atatürk. Autore di sinfonie, opere liriche, svariate pagine per musica da camera, Saygun entrò in contatto con eminenti compositori occidentali, a cominciare dallo stesso Bartók (il quale fu accompagnato dal collega turco nel corso di un viaggio che fece nel grande Paese asiatico per studiare e registrare esempi delle musiche popolari locali), mentre interpreti europei e americani di vaglia (un nome su tutti, Stokowski) fecero conoscere le sue opere in Occidente. Questo CD, interpretato dalla pianista americana Kathryn Woodard, presenta alcune pagine del repertorio pianistico di Saygun, che vanno dai “Tema e variazioni” dalla Suite Op. 2 del 1931, fino ai “Dieci schizzi su ritmi Aksak” del 1976, passando attraverso “Dall’Anatolia” Op. 25, il “Libro di Inci” Op. 10 e “Studi scelti su ritmi Aksak” Op. 38. Bastano questi brani per comprendere come Saygun, impossessatosi delle tecniche espressive occidentali le abbia sagacemente applicate nel tessuto linguistico della sua tradizione (si ascoltino, a tale proposito, i “Dieci schizzi”, che rappresentano il suo ultimo contributo al pianoforte, costruiti passando dal linguaggio modale a passaggi pentatonici e ottotonici).

"Her playing is clear and lucid... She has created a highly personal style..." Fanfare-interview_and_reviews.pdf

The attached file includes an extensive interview with Colin Clarke and reviews of each of Kathryn Woodard's solo CDs.

"Woodard has made a specialty of pushing music across cultural borders..." WP-Between_Tides.pdf

A review of the Woodard's chamber music performance "Between Tides" with Masayo Ishigure, Theresa Salomon and James Wilson, featuring music of Japan

"... both a formidable technician and a sensitive artist." DMN-Crow_Collection_review.pdf

A review of Woodard's solo recital at the Crow Collection of Asian Art.

Listen to Kathryn!